Mia madre è una narcisista patologica

Domanda:

Salve dottoressa. Mi chiamo J. e sono una ragazza di quasi 26 anni. Mia madre è una narcisista patologica e non capisco per quale motivo io non sia in grado di farmene una ragione. Cerco sempre di spiegare, vengo sempre accusata di aggressività appena alzo leggermente il tono di voce, magari dopo la decima volta che le dico una cosa. Ad esempio l’altro giorno continuava a dirmi di mettere il balsamo sulle punte e io continuavo a dire che l’ho già fatto e continuava a ripetermelo lo stesso.

Appena ho alzato il tono leggermente per dirle “guarda, non vedi che ho le punte umide?” mi ha subito accusato di essere aggressiva. Io vado fuori di testa e a volte lo divento anche perché sono quasi 12 anni che va avanti così. Soffro di depressione maggiore e attacchi di panico.

In seguito ha fatto di tutto per farmi passare per pazza davanti alla sua amica, io piango disperatamente le faccio notare che non mi ascolta e lei se ne esce con frasi del tipo “andiamo lasciamola piangere da sola” poi ha il coraggio di farmi regali o chiedermi di uscire con la faccia tutta gonfia come se non fosse successo nulla. È come se si alterasse per il semplice fatto che esisto. Mi dice sempre che sono pazza, malata di mente, che è per questo che tutti mi odiano e non ho amici, in verità sono io che odio le persone in generale e mi isolo, qualche amico o amica ce l’ho ma sono spesso impegnati e io sono disoccupata e non mi sento in grado di fare nulla, soffro di dolore cronico e ho la sensazione di non essere in grado di lavorare o studiare.

I miei malesseri fisici sono reali, sono emerse delle patologie ignorate per anni ma anche queste vengono sminuite, è una continua gara a chi sta peggio. Una volta mi ha messo la mano al collo e per reazione le ho dato uno schiaffo in testa e lei è corsa letteralmente ridendo da mio nipote per poi cambiare espressione in maniera teatrale e grottesca per dire che io la picchio.

Mio padre non ne può più ma non fa molto per cambiare la situazione, negli anni è diventato sempre più simile a lei. Ho attirato uomini sbagliati, uno in particolare. Praticavo autolesionismo e ho tentato il suicidio.

Nemmeno mio fratello e mia sorella mi prendono molto sul serio. Lui mi dice di amarla e perdonarla per ciò che è ma con la sua fidanzata è identico a lei e anche lei mi ha raccontato di quanto lui odi nostra madre. Mia sorella è impenetrabile e fredda e mi risponde ridendo di fregarmene perché è pazza. L’unico sollievo sta nello scambiarmi aneddoti tragicomici con lei, ma non sento un reale sostegno da parte di nessuno.

Una volta mia madre mi ha minacciato e inseguito con un coltello fino alla mia stanza (sapendo che ho un po’ paura dei coltelli) per poi raccontarlo per prima a mio fratello a modo suo così lui non mi ha creduto e mi ha presa per paranoica. A scuola avevo gli stessi problemi, tutta la classe contro perché ero diversa e dicevo spesso ciò che pensavo. Anche lì mi rubavano o rompevano cose per poi farmi sembrare pazza, a causa delle mie assenze, ma più che altro perché andavo meglio di loro senza studiare quasi niente.

Dicevano che gli insegnanti mi alzavano i voti. In quinta mia madre mi ha pressato così tanto che ho avuto attacchi di panico giorno e notte con febbre a 38, non mangiavo e non ho dormito per 11 giorni se non per poche ore, avrò perso 5 chili in pochi giorni, diarrea e cistite e forte fitta a schiena e gamba, dolore dappertutto, paranoia e urla nel letto. La postura da allora mi si è alterata, sono passati sei anni circa, ma la gamba non ha mai smesso di fare male del tutto.

Da allora avevo ricominciato con la terapia e sono riuscita a finire la scuola, ma ho sospeso l’accademia perché mi continuavano a stressare perché mi assentavo, mi sembrava di farlo per i miei genitori e non per me, anche questa soddisfazione mi hanno tolto.

Mio padre quando avevo 14 anni mi ha fratturato l’articolazione della mandibola e non è mai stata curata, solo ora inizia a capire. Per motivi futili. Tutta la mia vita è stata una continua svalutazione e io sono l’unica in famiglia che ha deciso di curarsi a 14 anni perché non volevo essere così.

Mi scuso per il poema, io non so come fare. Non sono nemmeno lucida in questo momento. Non ho il coraggio di uscire di casa perché non ho forze. Ho provato con una querela, ho registrato degli audio, ho portato tutto ai carabinieri e ho fatto il verbale, sto ancora aspettando. Non ho più le forze per farcela perché mi sono sempre sforzata da sola per tutta la vita.

Possibile che nessuno possa aiutarmi?

 

Risposta:

Gentile J.

Situazione tosta davvero molto complicata, mi dispiace.

credo possa aiutarla continuare seriamente una terapia che sia cognitivo-comportamentale, deve diventare autonoma e attiva costruttrice della sua vita. Basta essere figlia, è  indispensabile cominciare ad essere donna.

Se vuole posso ascoltarla per telefono un paio di volte per vedere meglio cosa fare ma deve trovare qualcuno vicino a lei che la sostenga e guardare solo li.

https://www.psicoterapista.it/psicologo-online-aiuto-psicologico.html

Cordialmente

Dr.ssa Zanotti

 

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