psicologa brescia
Fai la tua domanda >>



Domanda per la Psicoterapeuta:
salve dottoressa, le scrivo perchè sono 3 mesi che mi sento ansiosa, triste e senza stimoli. sento sempre un senso di soffocamento e mancanza di respiro e pensando fosse problema fisico, andai due mesi fa al pronto soccorso e dopo varie analisi mi dissero che sto bene non ho nulla però la mia mente mi dice che sono malata e ogni volta che sento questo pensiero mi viene l'ansia e di conseguenza la tachicardia e dunque rimango ferma nell'attesa dell'infarto.
non faccio altro che pensare che possa morire in qualsiasi momento e questo pensiero mi provoca ancor più ansia e attacchi di panico.
vorrei chiederle cosa dovrei fare?
attualmente sono disoccupata e cerco di passare il tempo studiando.

cordiali saluti

Risposta della Dr.ssa Zanotti: buongiorno, quello che lei descrive rispecchia i sintomi dell'attacco di panico: può succedere che una persona in uno stato di sofferenza emotiva e stress arrivi a sperimentare i classici sintomi dell'ansia in un intensità particolarmente forte.
E' facile di conseguenza averne paura. Questa paura tuttavia alimenta l'ansia stessa, facendo diventare un circolo vizioso che prende il nome di disturbo da attacchi di panico.

Ovviamente è necessario conoscere meglio la sua situazione, sia fisica che psicologica.
L'ideale sarebbe iniziare una terapia cognitivo-comportamentale, se non può farlo cerchi dei consultori o dei libri che spieghino come affrontare e superare l'attacco di panico.

dr.ssa Zanotti


Inviata: 3 Febbraio 2017
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Buongiorno, ho un bambino di 8 anni che ormai da tempo (mesi e mesi) ha difficoltà a dormire solo. Preciso che non è successo nulla di traumatico e ha sempre avuto problemi a dormire solo, ma ora è davvero peggiorato. Lui si addormenta con me accanto ma se per qualsiasi motivo io mi devo alzare di notte (ho un altro bimbo piccolo) lui mi segue e non torna a letto senza me.
Ormai la situazione è che io dormo sempre con lui, ma lei capisce che i miei ritmi e i suoi sono diversi: lui la sera si corica alle 21.30 mentre io più tardi. Succede che lo faccio addormentare ma dopo neanche mezz'ora di sonno lui si sveglia e viene subito da me. Addirittura se mi alzo per fare pipì di notte lui deve venire in bagno con me... parlandogli mi ha detto che ha paura che qualcuno entri in casa e mi porti via, o porti via lui che è solo in stanza.
Ho provato a fargli chiudere tutte le finestre prima di coricarsi, a fargli mettere l'allarme spiegandogli che le sue paure sono infondate, ma non è cambiato il risultato.... le sue paure rimangono e lui da solo non riesce proprio a dormire...

Risposta della Dr.ssa Zanotti: gentile Giuliana

può essere che suo figlio stia vivendo un ansia da abbandono o separazione, paure molto comuni.
Lei comunque sembra comportarsi in modo adeguato, consolando e rassicurando il bambino.
Purtroppo però non esistono consigli sempre validi per ogni caso. Per questo motivo le consiglio una consulenza con un esperto.
Presso il nostro studio sono presenti 2 dottoresse specializzate in disturbi nei bambini che potrebbero aiutarla.

Cordialmente
Dr.ssa Zanotti


Inviata: 11 Gennaio 2017
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Buongiorno Dott Zanotti,

Mia chiamo Paul Fernando e sono Inglese. 9 anni fa mi sono trasferito a Roma per vivere con la mia ragazza e cominciare una vita nuova. I primi anni sono stati belissimi insieme e tutto anadava benissimo tra noi due. Portroppo questi ultimi anni sono stati molto duri per noi due perche il mio lavoro andava male e mi sentivo molto stressato da tutto e quando si parlava della nostra situazione lei non mi capiva bene e si finiva sempre a litigare e io diventavo duro nei confroti di lei perche non voleva capire tutto che riguardava come mi sentivo. Sopra questo non ho mai sentito il aiuto della sua famiglia e questo mi fasceva sentire molto da solo. Una settimana fa la mia ragazza e arrivato a casa e scopiato una bomba che lei voleva stare da sola e non cera piu la possibilita di ritornare indietro e che lei non credeva piu in me. Ma detto anche che non mi amava piu ma mi vuole bene e io non capisco cosa intendeva da questo. Ore io sono ritornato in inghilterra e mi sento veramente male perche la voglio sempre bene e molto dificile per me per andare avante a questo momento. Vorei trovare il modo di dimenticare cosa e successo e non pensare piu di lei perche dopo 9 anni questo e stato veramento doloroso per me, e vorrei capire cosa devo fare per andare avanti. Spero che mi poi aiutare a trovare un puo di pace in me stesso per andare avanti.

Paul Fernando

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Gentile Paul, purtroppo la sua situazione non ha una soluzione rapida, e mi è difficile aiutarla da remoto. La cosa che sento di consigliarle quindi è di parlarne dal vivo con un terapeuta nella sua città, in modo che possa seguirlo passo per passo e le possa dare strumenti pratici per affrontare la sua sofferenza.
Cordialmente
Dr.ssa Zanotti


Inviata: 5 Dicembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Buongiorno Dott.ssa, la contatto perché vorrei capire se ho bisogno di iniziare un percorso di psicoterapia o semplicemnete ddi una frase di conforto. Sono sposata da circa 10 anni e ho una figlia di 5 anni e mezzo. Ultimamente sarà per la stanchezza dovuta alla crescita di un figlio, dal fatto che la bambina dorme poco, si ammala spesso, sono sempre arrabbiata e faccio fatica ad essere serena. Tendo a voler avere sempre tutto sotto controllo e come dico io... casa a posto (e se non è a posto e pulita come dico io la vivo con un senso di ansia...), tutto deve andare come ho previsto io e se una cosa va diversa ovviamente vado nel panico. basta anche solo che la bimba si svegli prima del previsto che il mio umore cambia radicalmente e rovina il clima famigliare. Mi rendo conto che dal mio umore dipende tutta la famiglia, marito compreso. E ho paura che mia figlia possa risentirne e che alcune sue ansie siano dovute al mio comportamento con lei. Il rapporto con mio marito ultimamente è un po' distante anche se lui fa di tutto per starmi vicino ma a volte io sfogo la mia rabbia con lui e mi rivolgo a lui in maniera poco gentile o sempre sulla difensiva.... mi scusi se scrivo in maniera confusa ma forse io per prima non capisco bene quale sia il problema.... la ringrazio per la sua eventuale risposta. Grazie

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Gentile signora da quello che scrive è chiaro che lei si trova in un momento di grande stanchezza e vulnerabilità. Anche suo marito non è descritto come un supporto o un collaboratore ma piuttosto è percepito come un ulteriore impegno.
Se si arrabbia con lui credo che dietro le sue ansie ci sia un bisogno di controllo che può essere derivato dalla ricerca del perfezionismo o da un disturbo ossessivo nel tentativo di essere sempre una brava e giusta moglie e madre.
Oppure una semplice disperata richiesta di aiuto che però non viene percepita come tale perché espressa in modo distruttivo.
Le consiglio vivamente di iniziare un percorso che possa darle consapevolezza di ciò che può causare la sua sofferenza, solo attraverso questa consapevolezza potrà ritornare ad essere serena.


Inviata: 15 Novembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Ho sbagliato a lasciare che giocasse con i miei sentimenti più volte

L'universo me lo ha riportato proprio durante l'estate in cui avevo cominciato ad essere una persona nuova. Finalmente avevo sconfitto il fantasma che mi stava perseguitando da così tanto tempo, finalmente avevo ricominciato a sorridere invece di piangere e a sognare per il futuro invece di sognare nel passato. Mi ricordo di averlo rivisto per la prima volta dopo sei mesi, se ne stava sul palco a suonare la chitarra e quando mi guardò il mio cuore cominciò a sobbalzare. Uscì fuori, così pietrificata da non poterlo più guardare. Pensai di stare scappando perché ormai mi era passata, ma in realtà scappavo proprio perché non mi era mai passata.

Quella notte, ricordo di essere rimasta distesa nel letto a pensare a quella scena continuamente. I mesi di duro lavoro furono vanificati da un singolo sguardo e ciò mi rese arrabbiatissima. Chi era lui per rimettere il mio cuore in subbuglio per la seconda volta?

Non potevo lasciarlo tornare di nuovo, dovevo proteggere me stessa come prima cosa. Quindi questo fu ciò che ho fatto. O, perlomeno, ciò che ho cercato di fare. Venne a casa mia qualche giorno dopo, pianse dicendo che era dispiaciuto e che mi voleva di nuovo. Rimasi fredda come una pietra, senza lasciare che le lacrime scendessero e, scuotendo la testa, dissi la sola parola che non credevo essere in grado di dirgli, "no". Per una volta, fui fottutamente fiera di me stessa. Feci l'impossibile, difesi me stessa invece di pensare sempre e solo a lui.

Dopodiché, successe qualcosa che non avrei mai dovuto fare. Mentre lo abbracciavo per salutarlo per l'ultima volta, ci siamo baciati. E non si trattò di un semplice bacio, bensì di un bacio che diceva "Per favore, non lasciarmi, ti amo. Ti amerò per sempre, per favore non andartene". Con quel bacio venni pervasa da tutto il mio amore per lui e non riuscì a fermarmi. Con quel bacio gli permisi di tornare e persi la battaglia.

Mi ricordo il momento in cui se ne andò di nuovo e, mentre le lacrime scendevano incessanti, mi impegnai con tutte le forze per non gridare il suo nome e dirgli di tornare.

Che fare se dovesse farsi vivo ancora una volta?

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Qualche volta la vita ti sorprende inaspettatamente. E qualche volta il tuoi primo amore ritorna da te. Quella persona che ti ha spezzato il cuore tornerà strisciando da te e tu te ne starai lì, tremante e piangente lacrime agrodolci. Te ne starai lì, ancora terribilmente innamorata. Ma, quando colui che ti ha spezzato il cuore ritorna strisciando, non riprendertelo per favore.

Non dargli modo di spezzarti di nuovo e non baciarlo per l’ultima volta. Se ti ha spezzato il cuore una volta, lo rifarà anche la seconda. Non lasciare che la sua presenza indebolisca le tue ginocchia. Non scambiare un momento per qualcosa di permanente perché non lo sarà mai.

Molte persone sognano di veder ritornare da loro la persona che hanno amato. Ma la verità è che, se ti succederà, comunque non rispecchierà le tue aspettative. Ti ferirà ancora di più e dovrai ricominciare tutto da capo un’altra volta. Ti sentirai priva di forze perché hai lasciato che ciò che aveva il potere su di te ritornasse ad averlo.

Quindi, non lasciare che la persona che ti ha spezzato il cuore lo faccia di nuovo. Un giorno ringrazierai per esserti concentrata su di te invece che su una cosa che non è mai esistita.


Inviata: 22 Settembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Salve, sto cercando da tempo di trovare una relazione stabile e duratura, invano.
Non ho avuto molto successo nel trovare una vera relazione di coppia, soprattutto nessuna che fosse duratura. Ho avuto una compagna quattro anni fa che è stata con me per circa un anno, poi mi ha lasciato. Da allora non sono riuscito a trovare una donna che stesse con me per più di un mese.
Questa cosa sta diventando pesante in quanto tutti i miei amici hanno trovato qualcuno con cui stare. Per non parlare del fatto che mio cugino si è sposato di recente e una delle mie amiche ha trovato l’attuale compagno durante la festa di matrimonio. Per quanto sia felice per lei non posso fare a meno di essere geloso, triste e a volte arrabbiato per quanto io sia indietro e per quanto sia difficile trovare un partner.
Non ho mai parlato con nessun professionista di questo problema, ma forse può aiutarmi a capire cosa sto facendo di errato, o cosa c’è di sbagliato in me in quanto da quattro anni non ho una relazione con nessuno ?

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Quando siamo circondati da altre persone che sembrano essere nel pieno di relazioni felici, può nascere in noi il desiderio di essere coinvolti emotivamente in storie altrettanto intense. Frequentare gli amici può diventare meno semplice, se questo richiede uno sforzo da parte sua quale per esempio il fingere di essere felici per loro (quando in realtà, secondo quando mi scrive, prova sentimenti di gelosia e solitudine). Trovare un partner compatibile non è cosa da poco e molte persone sono nella sua stessa situazione, anche se questo non appare evidente allo stesso modo nel quale persone che sono felicemente fidanzate tendono a comunicare all’esterno.
Quando da giovani si diventa “giovani-adulti” sentiamo la pressione (a volte anche da parte dei familiari) a formare una coppia con qualcuno. A volte questa pressione è in grado di influenzare le nostre scelte al punto di arrivare a formare coppie non totalmente compatibili, pur di non essere da meno.
Poiché ha già sperimentato con successo in passato delle relazioni stabili (benché siano terminate prima del previsto), probabilmente si trova già in condizione di riuscire a ripetere questa esperienza. Si conceda dei rischi aprendosi nuove opportunità, provi ad ignorare le conseguenze spiacevoli che possono derivare dalla fine di una relazione. Il primo passo è il più difficile, eppure tutte le relazioni durature sono iniziate nella stessa maniera, ovvero con una fase di incertezza iniziale.
Inoltre non è completamente privo di esperienza; probabilmente sa già quali sono i principi e le caratteristiche che la sua compagna dovrà avere. Provi a ripensare a cosa ha funzionato in passato, quali erano i punti di forza, le cose che la accomunavano alla sua partner.
Non getti la spugna proprio ora, potrebbe trovare la relazione stabile che ha sempre cercato prima di quanto creda.


Inviata: 15 Settembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
La mia partner ha già un figlio da una precedente relazione. La mia partner ed io siamo insieme da tre anni. Dopo un anno lei ebbe una relazione addirittura con un vicino. Il ragazzo aspettava in casa sua il momento che io uscivo dalla nostra abitazione, così da poter fare una scappata da noi e fare le loro cose. L'ho lasciata e sono ritornato a vivere dai miei genitori. Quella relazione è finita (o così sono portato a credere) e lei è venuta da me a chiedermi di ritornare con lei come se nulla fosse accaduto. Mi disse che lei mi aveva sempre amato e che le mancavo tanto. A riprova del suo amore e che potevo fidarmi di lei mi disse che voleva che noi cementassimo la nostra relazione con un figlio, un fratellino per il suo piccolo. Sensibile a quanto mi disse, ritornai a casa con lei. Noi alla fine abbiamo avuto una bambina in Giugno di quest'anno, ma, da quando ha partorito non abbiamo più fatto l'amore, la bambina ha solo 4 mesi e io sono ritornato dai miei genitori. La mia, a questo punto, EX partner è ora incinta di un ufficiale di polizia sposato. Il poliziotto ha saputo di me, ma lei non era a conoscenza che il poliziotto era sposato. Quando lui ha scoperto che lei era incinta, lui è sparito, scappato. Sono stato informato che la mia EX è riuscita ad ottenere denaro dal ragazzo col quale aveva avuto la relazione prima del poliziotto, reclamando il fatto che la nostra bambina era sua figlia. A qualcuno piacerà questo tipo di vita nel quale si è lasciata trascinare la mia ex con completo disprezzo per la vita degli altri e dei loro sentimenti; perfino i suoi bambini saranno affetti da ciò. Io ora ho il mio zaino sulle spalle e i biglietti prenotati e vado a trovare i miei amici in giro per il mondo. Questo è l'unico modo di poter vedere per me una sorta di felicità..

Risposta della Dr.ssa Zanotti: E' utile imparare a conoscere a fondo le persone con le quali decidiamo di fare un figlio, o semplicemente avere una relazione. La sua ex ha sicuramente dei problemi relazionali e forse di personalità.
Verifichi che la bambina sia sua e faccia quanto è in suo potere per adempiere al ruolo di padre.


Inviata: 4 Settembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Dottoressa voglio lasciare mio marito.. sono disperata.
Mio marito ed io ci siamo conosciuti quando eravamo diciottenni, era una relazione gioiosa e appassionata, in pratica siamo cresciuti assieme.. abbiamo affittato un appartamento a 20 anni ci siamo sposati a 21 e avuto un figlio a 24 anni. A mio marito è sempre piaciuto bere una birra al giorno, ma col tempo la necessità di bere è aumentata. Anche dopo la nascita di mio figlio non ha smesso di passare qualche notte al mese in giro a fare festa con amici, ovviamente tutti ubriachi fino al mattino. Purtroppo ha iniziato anche a fare uso di droghe e a perdere il controllo durante le sue uscite, a questo punto i tradimenti erano diventati il problema minore.
Ha iniziato inoltre a bighellonare in casa giocando con videogiochi che definire violenti è poco, il tutto condito da droga e alcolici, musica altissima, bestemmie, arrabbiature spaventose. Quando in casa gli alcolici finiscono, a qualsiasi ora, prende l'auto e va a qualche distributore automatico, addirittura a volte anche fino ad un autogrill della A4. Ero preoccupatissima che facesse del male a qualche innocente guidando in quello stato in autostrada. Lo scenario è peggiorato molto in quanto quando è troppo ubriaco per essere lucido.. sniffa!! Non credo si renda conto di come si stia scavando la fossa da solo. tutto questo va avanti da qualche anno, e nostro figlio che ormai ha 6 anni ha dovuto assistere a tutto questo schifo, ormai quasi quotidianamente, mi chiedo cosa possa scaturire nella sua piccola testa, chissà cosa sta provando e se capisce quanto sia sbagliato quello che vede in casa. Quando provo a parlare a mio marito mi offende e mi tratta malissimo davanti a mio figlio.
Per il mio bene ho deciso di defilarmi ogni volta che lo vedo alterato, di non provare nemmeno a parlargi. In passato sono stata qualche giorno da amiche o parenti ma ho deciso che devo andarmene definitivamente e portarmi mi figlio ma non saprei dove stare. Siamo intrappolati anche se in realtà abbiamo la proprietà di metà della casa, ma è chiaro che non sarà possibile avere la meglio, quantomeno senza spendere i pochi risparmi in avvocati. A volte mi sembra di non avere alcuna via d uscita, per favore mi dia qualche suggerimento e parola di conforto..
Sono terrorizzata dalla sola idea di parlargli di una separazione, ma è quello che voglio appena possibile

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Gloria purtroppo ha ragione quando dice che sta vivendo un incubo. Alle donne in questa situazione consiglio di preparare un piano di fuga ben dettagliato. Come immagina, lasciare impulsivamente l'abitazione con suo figlio non è realistico, senza soldi, senza un posto in cui andare, senza una famiglia che abbia spazio per ospitarla, etc. Un piano di fuga è un modo per preparare la sua partenza, a volte richiede qualche mese purtroppo.
E' necessario che lei cominci ad interessarsi seriamente circa i suoi diritti soprattutto dal punto di vista legale (la casa è per metà di sua proprietà, suo figlio è ancora minorenne), e cerchi di ottenere un lavoro che le permetta di essere indipendente da suo marito.
Faccia un inventario di tutto quello che le servirà per vivere da sola con suo figlio, un piano che le permetta di trovare un luogo dove sentirsi al sicuro, e che le permetta di essere davvero autonoma; una volta che se ne va deve poter essere in grado di restare lontano da suo marito per davvero.
Appena sarà indipendente ed al sicuro potrà iniziare ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione per ottenere un divorzio, non le sarà difficile dimostrare che tipo di uomo è in realtà suo marito.


Inviata: 1 Settembre 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Gentile Dottoressa Zanotti
Mia moglie ha iniziato una relazione extraconiugale dopo soli 6 mesi dal matrimonio.
Non vorrei perderla, come posso scoprire cosa non va in me che l'ha spinta a questo? C'è forse qualcosa che avrei dovuto fare diversamente per impedirlo?

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Paolo, mi dispiace per quanto le è successo.
Dovrebbe tuttavia identificare il motivo per il quale lei ritiene di aver fatto qualcosa di sbagliato, e il motivo per il quale è lei a sentirsi in difetto, a sentire di non aver provveduto in qualcosa.
E' sua moglie ad essere infedele, quindi è piuttosto sensato affermare che sia sua moglie la responsabile per questa infelice situazione. Tuttavia non mi ha dato molti elementi per dare una risposta approfondita.

Potrebbero esserci stati una serie di errori ed incomprensioni, entrambe potreste aver deciso di sposarvi prima di aver approfondito se la vostra relazione fosse stabile o meno. Sua moglie potrebbe aver avuto delle relazioni ancora non completamente concluse nel momento in cui si è sposata oppure non è mai stata del tutto matura: avere una storia extraconiugale dopo solo sei mesi potrebbe essere sintomo di uno scenario non completamente stabile già al momento del matrimonio.
Vi suggerisco di consultare uno psicoterapeuta specializzato in terapia di coppia per risolvere questa situazione. Cerchi di valutare la problematica in maniera obiettiva e non si dia delle colpe per un tradimento che non è stato lei a compiere.


Inviata: 23 Agosto 2016
Rispondi a questa domanda



Domanda per la Psicoterapeuta:
Vorrei un parere relativamente alla difficile situazione in cui una mia amica si trova attualmente, in quanto nessuno sembra voler risolvere davvero la problematica.
La mia amica ha una sola figlia di 10 anni, ed è divorziata da poco, è stata una separazione molto burrascosa, e lei e il suo ex marito sono tutt'ora ai ferri corti nonostante il divorzio sia andato "a buon fine". La figlia passa una settimana a casa di ciascun genitore, e in ognuna delle case ha la sua stanza da letto.
Tuttavia da un anno a questa parte la ragazzina ha iniziato ad avere degli attacchi di panico. Viene accompagnata regolarmente da uno specialista che avrebbe dovuto aiutarla a stare meglio, ad imparare a gestire e calmare l'ansia senza farmaci.
Finchè il problema della bambina non si risolve, i genitori hanno deciso di farla dormire sempre e comunque nel lettone matrimoniale, sia con la mamma che con il papà. Il padre tuttavia si risposerà tra meno di un anno e a quel punto la ragazzina dovrà per forza di cose tornare nella sua stanza.
In ogni caso ho cercato di far capire alla mia amica che la figlia non dovrebbe assolutamente dormire con i genitori, e che a mio avviso è piuttosto inappropriato oltre che poco salutare per lo sviluppo mentale della bambina.
In tutti gli altri aspetti della vita della piccola sono sempre stati genitori particolarmente attenti, vigili, presenti e ben educati; sembrano però aver completamente perso di vista quanto sia sbagliata questa soluzione.
Non mi riferisco ad abusi da parte del padre, sarebbe impensabile oltre che molto poco probabile vista l'integrità morale dei genitori, ma pare che abbiano semplicemente preso la soluzione più semplice per loro, ovvero la strada più breve ma non quella più sensata per ridurre gli attacchi di panico della figlia.
La madre stessa sembra più preoccupata di alleviare in ogni modo gli attacchi di panico della figlia piuttosto che guardare a questo modo di dormire come poco salutare.
Forse sbaglio ad insistere con la mia amica?
Non ho forse ragione?
Ricordiamoci che il padre tra poco si risposerà ed ovviamente vorrà tenere la moglie nel letto matrimoniale. A mio avviso la bambina deve andare fin da subito nel suo letto, non tra 8 mesi.
Ha qualche suggerimento per spostare in maniera indolore la figlia dal letto dei genitori al suo?
Grazie

Risposta della Dr.ssa Zanotti: Il suo interessamento alla questione è sensato e giusto.
I genitori stanno scegliendo la strada più comoda per risolvere (solo temporaneamente) il problema, ignorando completamente i motivi che scatenano nella figlia gli attacchi di panico.
Molto probabilmente la piccola ha queste crisi per vari motivi, tra i quali:

- I genitori sono ancora molto litigiosi; la figlia percepisce questa ostilità e questo genera un livello di ansia elevato e quindi degli attacchi di panico. Il comprensibile senso di insicurezza viene amplificato dal risentimento e dall'astio che i genitori provano;
- L'insorgere degli attacchi di panico ha generato una situazione inaspettata per la figlia: "mamma e papà sono tornati ad interessarsi attivamente di me parlando tra di loro e facendolo senza litigare";
In caso di separazione i figli notano che quando si ammalano i genitori tornano ad essere calmi ed amorevoli, concentrandosi insieme sulla risoluzione del problema. Ne consegue che spesso i figli più piccoli si impegnano attivamente per attirare l'attenzione dei genitori;
- Tutti i figli fantasticano sulla riconciliazione dei genitori e la figlia sta provando dell'ansia anticipatoria per via dell'imminente nuovo matrimonio del padre. Il suo disturbo al momento le permette di dormire nel letto del padre e potrebbe indurla a ritenere di essere in grado di evitare l'arrivo di altre donne. Lo stesso vale per il letto della madre. In ogni caso dall'eta scolare in poi i bambini devono dormire nel loro letto, per il loro bene. Le rare ed accettabili eccezioni le conosciamo tutti (paura per un forte temporale, una pesante influenza, etc.);
- Se i genitori vogliono davvero farla guarire dagli attacchi di panico, devono iniziare ad occuparsi seriamente della problematica, non di come organizzare le notti. L'ansia ed il panico della figlia diminuiranno se cominceranno ad evitare i litigi e le ostilità reciproche in sua presenza, se smetteranno di fare reciproci commenti sprezzanti, se parleranno di progetti futuri per la figlia da avviare insieme, se la rassicureranno del fatto che un nuovo compagno e compagna per i genitori non significa che la ameranno meno di prima. A 10 anni i bambini iniziano ad avere proprietà di linguaggio da adulti, ma non hanno l'esperienza di vita degli adulti. La figlia potrebbe quindi avere in mente scenari fantasiosi particolarmente avversi riguardo a ciò che la aspetta. E' giusto rassicurarla.

Se avessi davanti a me i genitori direi loro quanto segue:
Fate in modo che torni a dormire nella sua stanza, ma non perchè "la compagna di papà sta per arrivare", ma per esempio perchè in estate non deve andare a scuola e le farà piacere dormire fino a tardi la mattina.
Introducete dei rituali della buonanotte che siano uguali per entrambe le abitazioni, pigiama, denti e bacio della buonanotte. Fatela sentire a suo agio e circondata da affetto e da comfort in tutte e due le case; esistono in commercio innumerevoli soluzioni per aiutare i bambini che hanno paura di dormire da soli o paura del buio;
Come sapete la separazione e la gestione della custodia dei figli sono problematiche complesse, che danno vita a periodi impegnativi per tutti. Tuttavia la soluzione "più comoda" da voi adottata non è una vera soluzione, e rischia di fare più danni che bene ovvero rendere la risoluzione del problema di vostra figlia sempre più difficile con il passare dei mesi.


Inviata: 17 Agosto 2016
Rispondi a questa domanda
1 2 Ultima »