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	<title>caffeina Archivi - Psicologo e Psicoterapeuta</title>
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	<description>Articoli su Ansia e Attacchi di panico &#124; Fobie &#124; Problemi di coppia &#124; Comunicazione efficace e Persuasione &#124; Crescita personale</description>
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		<title>Bere caffè senza rischiare attacchi di ansia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ernesta-zanotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 09:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia e Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei già consapevole che il caffè non ti aiuta a gestire gli stati di ansia che ti assalgono di tanto in tanto, ma d&#8217;altronde&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/bere-caffe-senza-rischiare-attacchi-di-ansia/">Bere caffè senza rischiare attacchi di ansia</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia">Psicologo e Psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei già consapevole che il caffè non ti aiuta a gestire gli stati di ansia che ti assalgono di tanto in tanto, ma d&#8217;altronde hai bisogno di “carburante”, di “una botta di energia”. <strong>Tuttavia la caffeina non è la sostanza eccitante e fonte di energia che pensi che sia.</strong> È piuttosto un subdolo impostore.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-415 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-300x225.jpg" alt="stanchezza e sonnolenza" width="300" height="225" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-300x225.jpg 300w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-768x576.jpg 768w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Innanzitutto chiariamo perché generalmente col passare delle ore ci sentiamo stanchi: durante la fase di veglia il tuo organismo rilascia un neurotrasmettitore (una sostanza neurochimica) chiamata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adenosina">adenosina</a>. Il sistema nervoso utilizza dei ricettori speciali per monitorare il livello di adenosina presente nel corpo. Mano a mano che la giornata passa, sempre più adenosina circola attraverso questi ricettori dandoti un senso di sonnolenza. <strong>È uno dei motivi per cui la sera ci si sente stanchi.</strong></p>
<h2>Gli effetti della caffeina</h2>
<p>La caffeina è un sosia un pò furtivo dell’adenosina. Poiché ha le stesse dimensioni e forme dell’adenosina riesce ad occupare il suo sito recettoriale esercitando attività antagonista:  i ricettori dell’adenosina non riescono a fare la differenza tra le due. Più precisamente, la caffeina si attacca al recettore A1 ed in questo modo molta dell’adenosina viene bloccata e non viene percepita, per cui <strong>la caffeina ti impedisce di provare stanchezza.</strong></p>
<p>Ma non è solo questo a fornire la sensazione di energia che si prova dopo aver preso il caffè. Poiché i ricettori sono intasati, i neurotrasmettitori come la dopamina ed il glutammato possono agire per primi. In questo modo il livello di dopamina aumenta, dandoti una bella scossa di energia. Quindi, la caffeina si comporta come un buttafuori e blocca la porta, permettendo l’accesso alle molecole stimolanti ma non a quelle stancanti.</p>
<p>La festa dura poco però. La caffeina può darti energia, ma può anche farti crollare. Bastano quattro tazze di caffè per bloccare metà dei ricettori A1 del cervello (<a href="http://jnm.snmjournals.org/content/53/11/1723">http://jnm.snmjournals.org/content/53/11/1723</a>). Con così tanti ricettori bloccati, l’adenosina accumulata non ha dove andare, quindi <strong>quando l’effetto della caffeina termina l’adenosina può prendere il suo posto molto rapidamente</strong>. A questo punto, il nostro organismo impiega molto tempo ad elaborare la grande quantità di adenosina in arrivo. E indovina cosa succede? Ci sentiamo molto più intontiti di quanto saremmo stati senza l’uso del caffè.</p>
<p>E’ in questa condizione di forte sonnolenza (nella quale l’adenosina precedentemente non smaltita è finalmente riuscita a legarsi al suo ricettore) che molte persone tentano di tornare allerta bevendo altri caffè.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-416 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie-209x300.jpg" alt="stanchezza e sonnolenza" width="209" height="300" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie-209x300.jpg 209w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie.jpg 502w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" />Tuttavia <strong>cercare di uscire da questa fase di stanchezza mentale con il solo aiuto della caffeina può evidenziare gli effetti meno piacevoli del caffè</strong> (tachicardia, aumentata pressione, ansia, paranoia e panico) e solo marginalmente quelli benefici (maggiore concentrazione e lucidità mentale, riduzione della sonnolenza). Chi ne ha la possibilità farebbe molto meglio a dormire 30 minuti per dare modo all&#8217;organismo di metabolizzare parte dell’adenosina presente.</p>
<h2>Per non incorrere negli effetti spiacevoli del caffè</h2>
<p>Per evitare di dover assumere più caffè del dovuto al fine di contrastare stati di forte sonnolenza, <strong>è consigliabile distribuire durante la giornata l’assunzione di caffè</strong>.</p>
<p>Può essere preferibile per esempio bere due mezze tazzine in due distinti momenti anziché bere una tazzina intera,  Soprattutto se soffrite di stati di ansia generalizzata. Ciò permette di mantenere un dosaggio di caffeina costante ed evitare effetti spiacevoli.</p>
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