Bere caffè senza rischiare attacchi di ansia

Sei già consapevole che il caffè non ti aiuta a gestire gli stati di ansia che ti assalgono di tanto in tanto, ma d’altronde hai bisogno di “carburante”, di “una botta di energia”. Tuttavia la caffeina non è la sostanza eccitante e fonte di energia che pensi che sia. È piuttosto un subdolo impostore.

stanchezza e sonnolenzaInnanzitutto chiariamo perché generalmente col passare delle ore ci sentiamo stanchi: durante la fase di veglia il tuo organismo rilascia un neurotrasmettitore (una sostanza neurochimica) chiamata adenosina. Il sistema nervoso utilizza dei ricettori speciali per monitorare il livello di adenosina presente nel corpo. Mano a mano che la giornata passa, sempre più adenosina circola attraverso questi ricettori dandoti un senso di sonnolenza. È uno dei motivi per cui la sera ci si sente stanchi.

Gli effetti della caffeina

La caffeina è un sosia un pò furtivo dell’adenosina. Poiché ha le stesse dimensioni e forme dell’adenosina riesce ad occupare il suo sito recettoriale esercitando attività antagonista:  i ricettori dell’adenosina non riescono a fare la differenza tra le due. Più precisamente, la caffeina si attacca al recettore A1 ed in questo modo molta dell’adenosina viene bloccata e non viene percepita, per cui la caffeina ti impedisce di provare stanchezza.

Ma non è solo questo a fornire la sensazione di energia che si prova dopo aver preso il caffè. Poiché i ricettori sono intasati, i neurotrasmettitori come la dopamina ed il glutammato possono agire per primi. In questo modo il livello di dopamina aumenta, dandoti una bella scossa di energia. Quindi, la caffeina si comporta come un buttafuori e blocca la porta, permettendo l’accesso alle molecole stimolanti ma non a quelle stancanti.

La festa dura poco però. La caffeina può darti energia, ma può anche farti crollare. Bastano quattro tazze di caffè per bloccare metà dei ricettori A1 del cervello (http://jnm.snmjournals.org/content/53/11/1723). Con così tanti ricettori bloccati, l’adenosina accumulata non ha dove andare, quindi quando l’effetto della caffeina termina l’adenosina può prendere il suo posto molto rapidamente. A questo punto, il nostro organismo impiega molto tempo ad elaborare la grande quantità di adenosina in arrivo. E indovina cosa succede? Ci sentiamo molto più intontiti di quanto saremmo stati senza l’uso del caffè.

E’ in questa condizione di forte sonnolenza (nella quale l’adenosina precedentemente non smaltita è finalmente riuscita a legarsi al suo ricettore) che molte persone tentano di tornare allerta bevendo altri caffè.

stanchezza e sonnolenzaTuttavia cercare di uscire da questa fase di stanchezza mentale con il solo aiuto della caffeina può evidenziare gli effetti meno piacevoli del caffè (tachicardia, aumentata pressione, ansia, paranoia e panico) e solo marginalmente quelli benefici (maggiore concentrazione e lucidità mentale, riduzione della sonnolenza). Chi ne ha la possibilità farebbe molto meglio a dormire 30 minuti per dare modo all’organismo di metabolizzare parte dell’adenosina presente.

Per non incorrere negli effetti spiacevoli del caffè

Per evitare di dover assumere più caffè del dovuto al fine di contrastare stati di forte sonnolenza, è consigliabile distribuire durante la giornata l’assunzione di caffè.

Può essere preferibile per esempio bere due mezze tazzine in due distinti momenti anziché bere una tazzina intera,  Soprattutto se soffrite di stati di ansia generalizzata. Ciò permette di mantenere un dosaggio di caffeina costante ed evitare effetti spiacevoli.

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5 risposte

  1. Giulio ha detto:

    Ho ridotto da parecchi mesi l’uso del caffè, prendendone solo uno al giorno. Ho un’ansia parecchio accentuata, ma stasera pensandoci anche un po su sulla cosa che non dovevo fare… l’ho fatto comunque di prendere il caffè dopo cena fumandoci anche una sigaretta dopo! Il peggio del peggio!

    • ernesta-zanotti ha detto:

      ogni tanto se lo può concedere ma sempre con una mente aperta e serena altrimenti la paura e i pensieri scatenano agitazione…meglio però solo uno al giorno e non sempre intanto che non si stabilizza

  2. Salvi ha detto:

    Per mia esperienza personale il periodo che sono riuscito ad evitare caffè e/o bevande che contengono caffeina e alcool (parlo di vino perché i superalcolici sono comunque “veleno) sono stati periodo di maggior benessere viceversa anche piccole dosi quindi max 2 tazzine e 2 bicchieri di vino al giorno si sono scatenati attacchi di panico sensazione di ansia continua palpitazioni aumento della pressione arteriosa sintomi somatici perché poi fatte i dovuti test e analisi che fortunatamente al momento escono negativi tutti quei sintomi che a me sembravano “mortali” non sono stati altro che una reazione spropositata a dell’ansia che comunque ho dove la caffeina insieme all’alcool accentuano in modo preoccupante quindi amici ascoltate il vostro fisico che vi manifesta disagi per queste bevande e purtroppo metteteci una croce sopra se si vuole vivere serenamente

  3. Marisa ha detto:

    Quello che mi fa molto pensare è che, ai moltissimi paxienti che soffrono di ansia accentuata, attacchi di panico, tachicardia parossistica e simili, i medici di base non domandano primariamente, COME SCREENING, quanti caffè assumono al giorno e quali altre sostanze NERVINE e QUANTO: cacao, coca cola ecc.).

    È molto frequente invece che li spediscano in prima battuta dal cardiologo o dallo psicoterapeuta.

    Va bene che siamo la patria del caffè, ma un po’ di sana medicina e di sana logica no??

  4. Marisa ha detto:

    Segue dal post precedente:

    Senza contare che la caffeina DA’ DIPENDENZA, e l’illusione di ridurre le dosi quando l’organismo dà i preoccupanti segnali di cui sopra rimane sempre una pia illusione.

    Quello che in realtà è sano fare è smettere per un bel periodo per disintossicarsi da tutta la caffeina in circolo, e solo DOPO, riprendere col DECAFFEINATO (**). E anche questo con moderazione.

    (**) Il processo di decaffeinizzazione ha fatto passi da gigante, avendo abbandonato – almeno nelle migliori marche – l’uso di solventi chimici.

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