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	<title>benessere Archivi - Psicologo e Psicoterapeuta</title>
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	<description>Articoli su Ansia e Attacchi di panico &#124; Fobie &#124; Problemi di coppia &#124; Comunicazione efficace e Persuasione &#124; Crescita personale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 May 2017 16:08:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bere caffè senza rischiare attacchi di ansia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ernesta-zanotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 09:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia e Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
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		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sei già consapevole che il caffè non ti aiuta a gestire gli stati di ansia che ti assalgono di tanto in tanto, ma d&#8217;altronde&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sei già consapevole che il caffè non ti aiuta a gestire gli stati di ansia che ti assalgono di tanto in tanto, ma d&#8217;altronde hai bisogno di “carburante”, di “una botta di energia”. <strong>Tuttavia la caffeina non è la sostanza eccitante e fonte di energia che pensi che sia.</strong> È piuttosto un subdolo impostore.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-415 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-300x225.jpg" alt="stanchezza e sonnolenza" width="300" height="225" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-300x225.jpg 300w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza-768x576.jpg 768w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/stanchezza-e-sonnolenza.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Innanzitutto chiariamo perché generalmente col passare delle ore ci sentiamo stanchi: durante la fase di veglia il tuo organismo rilascia un neurotrasmettitore (una sostanza neurochimica) chiamata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adenosina">adenosina</a>. Il sistema nervoso utilizza dei ricettori speciali per monitorare il livello di adenosina presente nel corpo. Mano a mano che la giornata passa, sempre più adenosina circola attraverso questi ricettori dandoti un senso di sonnolenza. <strong>È uno dei motivi per cui la sera ci si sente stanchi.</strong></p>
<h2>Gli effetti della caffeina</h2>
<p>La caffeina è un sosia un pò furtivo dell’adenosina. Poiché ha le stesse dimensioni e forme dell’adenosina riesce ad occupare il suo sito recettoriale esercitando attività antagonista:  i ricettori dell’adenosina non riescono a fare la differenza tra le due. Più precisamente, la caffeina si attacca al recettore A1 ed in questo modo molta dell’adenosina viene bloccata e non viene percepita, per cui <strong>la caffeina ti impedisce di provare stanchezza.</strong></p>
<p>Ma non è solo questo a fornire la sensazione di energia che si prova dopo aver preso il caffè. Poiché i ricettori sono intasati, i neurotrasmettitori come la dopamina ed il glutammato possono agire per primi. In questo modo il livello di dopamina aumenta, dandoti una bella scossa di energia. Quindi, la caffeina si comporta come un buttafuori e blocca la porta, permettendo l’accesso alle molecole stimolanti ma non a quelle stancanti.</p>
<p>La festa dura poco però. La caffeina può darti energia, ma può anche farti crollare. Bastano quattro tazze di caffè per bloccare metà dei ricettori A1 del cervello (<a href="http://jnm.snmjournals.org/content/53/11/1723">http://jnm.snmjournals.org/content/53/11/1723</a>). Con così tanti ricettori bloccati, l’adenosina accumulata non ha dove andare, quindi <strong>quando l’effetto della caffeina termina l’adenosina può prendere il suo posto molto rapidamente</strong>. A questo punto, il nostro organismo impiega molto tempo ad elaborare la grande quantità di adenosina in arrivo. E indovina cosa succede? Ci sentiamo molto più intontiti di quanto saremmo stati senza l’uso del caffè.</p>
<p>E’ in questa condizione di forte sonnolenza (nella quale l’adenosina precedentemente non smaltita è finalmente riuscita a legarsi al suo ricettore) che molte persone tentano di tornare allerta bevendo altri caffè.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-416 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie-209x300.jpg" alt="stanchezza e sonnolenza" width="209" height="300" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie-209x300.jpg 209w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/ansia-paure-fobie.jpg 502w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" />Tuttavia <strong>cercare di uscire da questa fase di stanchezza mentale con il solo aiuto della caffeina può evidenziare gli effetti meno piacevoli del caffè</strong> (tachicardia, aumentata pressione, ansia, paranoia e panico) e solo marginalmente quelli benefici (maggiore concentrazione e lucidità mentale, riduzione della sonnolenza). Chi ne ha la possibilità farebbe molto meglio a dormire 30 minuti per dare modo all&#8217;organismo di metabolizzare parte dell’adenosina presente.</p>
<h2>Per non incorrere negli effetti spiacevoli del caffè</h2>
<p>Per evitare di dover assumere più caffè del dovuto al fine di contrastare stati di forte sonnolenza, <strong>è consigliabile distribuire durante la giornata l’assunzione di caffè</strong>.</p>
<p>Può essere preferibile per esempio bere due mezze tazzine in due distinti momenti anziché bere una tazzina intera,  Soprattutto se soffrite di stati di ansia generalizzata. Ciò permette di mantenere un dosaggio di caffeina costante ed evitare effetti spiacevoli.</p>
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		<title>Capire i sintomi dello stress</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ernesta-zanotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2016 08:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stress]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[training autogeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sentiamo tutti stressati, in vari momenti della nostra vita. Si tratta di una normale risposta a circostanze difficili, e può essere causata da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/capire-i-sintomi-dello-stress/">Capire i sintomi dello stress</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia">Psicologo e Psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sentiamo tutti stressati, in vari momenti della nostra vita. <strong>Si tratta di una normale risposta a circostanze difficili</strong>, e può essere causata da eventi felici e tristi. Un nuovo partner o una vacanza può generare stress così come la morte di una persona cara o la perdita del posto di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stress è una tensione che ci prepara all&#8217;azione o al superamento di una prova, quindi non sempre è negativo e non sempre nuoce alla nostra salute ma al contrario può essere uno stimolo, può dare un certo brio alla vita e può incoraggiarci al raggiungimento di alcuni obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-400 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-ci-stressa-300x200.jpg" alt="cosa ci stressa" width="300" height="200" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-ci-stressa-300x200.jpg 300w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-ci-stressa-768x512.jpg 768w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-ci-stressa.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia <strong>essere costantemente sottoposti ad eccessive pressioni</strong> può provocare alcuni problemi di salute, quali cefalea, mal di stomaco, pressione alta e perfino ictus e malattie cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è stressante per un individuo può non esserlo per un altro, oppure una stessa situazione può essere stressante in modo diverso per la stessa persona in periodi diversi della vita. Pensate per esempio alla maternità. Per alcune donne è un esperienza gratificante e lo stress è relativo o comunque viene compensato dal piacere di essere madre. Per altre donne la stessa esperienza può essere vissuta tutt&#8217;altro che felicemente, al punto da arrivare in certi casi a soffrire di depressione post partum.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono quindi diverse risposte ad una stessa “tensione” ed è questa stessa risposta a determinare l&#8217;intensità dello “stress” percepito . Ciò è dovuto a fattori come ad esempio gli obiettivi che ci poniamo, ciò in cui crediamo, quello che vogliamo dalla vita ed il nostro modo di pensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stress quindi può essere stimolante oppure penalizzante. Per capire che peso sta avendo su di noi è necessario<strong> prestare attenzione alle proprie reazioni</strong>, cosa che diventa difficile fare quando le cause dello stress sono ben nascoste nei labirinti della nostra mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei primi passi per far fronte allo stress è imparare a riconoscerne i segni ed i sintomi personali. Il sintomo fisico è infatti un campanello di allarme che avvisa sull&#8217;incapacità del sistema mente-corpo di fronteggiare la situazione. Per superarlo si può chiedere aiuto ad un esperto, ad uno psicologo per esempio, oppure si può contare su se stessi tenendo comunque presente che le cure “fai da te” non sempre hanno effetto in situazioni gravi: tutto dipende dall&#8217;intensità del vostro stress, e dalla vostra capacità di autoanalisi. Il primo criterio utile è <strong>capire quanto dannoso è per voi lo stress che state vivendo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-402 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-e-lo-stress-300x225.jpg" alt="troppo stress" width="300" height="225" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-e-lo-stress-300x225.jpg 300w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-e-lo-stress-768x576.jpg 768w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/cosa-e-lo-stress.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Fate dunque attenzione ai segnali di avvertimento frequenti (mal di testa, insonnia, mal di stomaco, tensione muscolare concentrata soprattutto nelle spalle) ed alle vostre reazioni emotive.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Gestione dello stress</h4>
<p style="text-align: justify;">Agire sulla causa rimane la cosa più efficace. Risolvere i propri problemi o mitigare le reazioni emotive negative è fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciate con il valutare il vostro stile di vita :</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>valutate la quantità e l&#8217;intensità delle &#8220;cose da fare&#8221; ogni giorno. Selezionate le cose che contano davvero per voi. Per aiutarvi stendete una lista ed accanto ad ogni evento o situazione stressante chiedetevi “dove mi sta portando? cosa ottengo? cosa ci perdo? che bisogni soddisfa? “. Si tratta di capire se il gioco vale la candela. A questo punto il &#8220;valore&#8221; dell&#8217;evento-azione diviene più consapevole e quindi potrete fare una classifica di priorità eliminando o modificando ciò che vorrete. Questo lavoro è complesso e non sempre di immediata realizzazione.</li>
<li>osservate inoltre la vostra alimentazione e l&#8217;attività fisica.</li>
<li>osservatevi per conoscere le vostre tipiche modalità di pensare e di reagire agli eventi (“sono sfortunato, mi va sempre male”; “dai dai non ti lamentare!!”; “sono incapace”; “non ci riuscirò!”; “dai che faccio tutto”).</li>
<li>cercate altri punti di vista per descrivere la situazione stressante dandole una connotazione il più propositiva possibile. Per cambiare un pochino visione potreste rispondere a domande quali: ciò che mi preoccupa è un fatto o un pensiero? Esistono alternative?sto saltando alle conclusioni prima del tempo?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-403 alignleft" src="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/niente-ansia-300x200.jpg" alt="gestire stress e ansia" width="300" height="200" srcset="https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/niente-ansia-300x200.jpg 300w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/niente-ansia-768x511.jpg 768w, https://www.psicoterapista.it/articoli-di-psicologia/wp-content/uploads/2016/09/niente-ansia.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Esistono poi tecniche che uniscono l&#8217;aspetto fisico con quello psicologico e che , una volta acquisite, possono essere attuate anche da soli. Sono il <strong><a title="training autogeno" href="http://www.psicoterapista.it/psicologo-brescia-psicologa-gestione-ansia-stress.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">training autogeno</a></strong>, la respirazione con visualizzazione, il rilassamento di <a title="Rilassamento di Benson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rilassamento#Approccio_cognitivo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benson</a> e simili.  Tecniche filosoficamente orientate, ossia che derivano da una filosofia di vita che si trasforma poi in azioni precise, sono per esempio lo Yoga, il Tai Chi (e derivazioni) , la meditazione (e derivazioni), massaggi Shiatsu e simili.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uso di farmaci, invece, è utile solo in caso di sintomi gravi. Il dibattito è invece tuttora aperto circa l’utilità dei rimedi naturali e sulla loro effettiva efficacia. Tutte queste cure però sollevano dal sintomo ma non eliminano la causa dello stress.</p>
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