Attacco di panico e sensazione di perdita di controllo e paura di impazzire

In questi articoli ho già parlato di come una forte ansia possa portare a queste manifestazioni fisiche:

e di come una forte ansia sia anche causa di un continuo rimuginio che porta ad una stanchezza mentale che sfocia in pensieri spiacevoli.

Le sensazioni mentali, come i pensieri ossessivi o la paura di perdere il controllo, sono solo segni di questo sforzo mentale continuo causato dall’ansia. Riduci l’ansia e questi pensieri avranno molto meno potere su di te!

Sensazione di perdita di controllo

attacco-di-panico-perdita-controllo Durante un attacco di panico o durante l’esperienza di un alto livello di ansia, alcune persone sono inclini a credere che perderanno il controllo. Questa temuta perdita di controllo può essere fisica (ad esempio, la paura che i tuoi organi vitali si diano all’anarchia e comincino a funzionare in maniera caotica) o emotivo/mentale (ad esempio, che perderai  il contatto con la realtà, o peggio che la perderai per sempre).

Le persone che odiano l’imbarazzo sociale tendono a soffrire questa paura più di tutte. La temuta perdita del controllo copre casistiche più disparate: dal mettersi all’urlare in pubblico a colpire il guard-rail con la macchina in autostrada.

Mettiti il cuore in pace! Per quanto possano essere spaventosi questi pensieri, non commetterai nessuna di queste azioni.

Il motivo per il quale hai questi pensieri è che senti il tuo corpo fuori controllo a causa del bombardamento costante di ormoni dello stress nel tuo organismo. La tua mente teme che se il tuo corpo è fuori controllo, la prossima sarà lei.

Non perderai la testa. Anzi, sono sicura che con tutti gli attacchi di panico e l’ansia elevata che hai vissuto in luoghi pubblici, nessuno si è mai accorto che eri in difficoltà.

Noi siamo per natura animali sociali, e temiamo l’essere visti in qualche tipo di situazione imbarazzante. L’idea di saltare su dalla sedia e di urlare di chiamare un’ambulanza durante un meeting di lavoro potrebbe attraversarti la mente, ma è improbabile che accada.

La maggior parte delle persone troverà il modo di chiedere permesso educatamente. Alla fine, anche se dovessi metterti in imbarazzo pubblicamente, davvero importa? Devi imparare a essere gentile con te stesso. Sdrammatizza. E anche se facessi una scenata e causassi un grande imbarazzo? La vita è troppo breve per badare alle apparenze tutto il tempo.

Infatti, più sarai onesto con le tue paure, meno pressione sentirai su te stesso.

Paura di impazzire

attacco di panico e paura di impazzireSo che alcune persone che stanno leggendo temono che la loro ansia possa portare a un disturbo mentale come la schizofrenia o il bipolarismo. È comprensibile. Poichè c’è così poca consapevolezza pubblica dei disturbi mentali, le persone spesso saltano a conclusioni estreme. Queste sono generalmente basate sulla disinformazione e su un’immaginazione iperattiva.

Devi capire che le persone non impazziscono in modo improvviso o spontaneo. Disturbi mentali gravi come la schizofrenia o il disturbo bipolare cominciano in genere molto gradualmente, non improvvisamente (come durante un attacco di panico). Lo stress o l’ansia non bastano a causare la malattia.

Un ulteriore punto importante è che la gente che diventa schizofrenica di solito ha mostrato alcuni sintomi lievi (pensieri inusuali, linguaggio elaborato, ecc.) per la gran parte della vita. Di conseguenza, se ancora non è stato notato in te, allora è probabile che non diventerai schizofrenico. Questo è vero specialmente se hai più di 25 anni, dato che la schizofrenia in genere appare per la prima volta tra la fine dell’adolescenza e i 20 anni.

Depersonalizzazione e Derealizzazione

Depersonalizzazione (DP) e derealizzazione (DR) sono spesso citate come le sensazione più inquietanti e sgradevoli associata all’ansia.

Improvvisamente avviene un cambiamento, e gli oggetti e le situazioni familiari sembrano alieni, estranei. Molto persone che soffrono di attacchi di panico e ansia costante diventano esaurite a causa di questa sensazione e sentono che potrebbero perdere la testa. Riportano di sentirsi sconnessi, come se fossero separati dal mondo esterno da una nebbia o da una lastra di vetro. Questo spesso induce a credere che il cervello abbia subito un danno permanente, che causa queste sensazioni.

Una manifestazione tipica di depersonalizzazione e derealizzazione è quando stai sostenendo una conversazione con qualcuno e improvvisamente ti senti isolato in modo allarmante ed estraneo rispetto alla situazione. Una volta che la sensazione insorge, può avere un impatto così forte da rimanerti addosso per giorni, e le preoccupazioni che ciò succeda di nuovo continuano a tormentarti.

È difficile accettare che un sintomo così allarmante sia semplicemente il risultato di un livello alto di ansia, ma lo è.

La sensazione è causata da due cose: percezione ritardata e preoccupazione mentale. Quando sei costantemente sotto stress o ansia, l’accumulo di elementi chimici legati allo stress nel tuo organismo causa una reazione ritardata nell’inviare le informazioni tra i neurotrasmettitori distribuiti nel tuo corpo. Questo leggero ritardo tra l’esperienza e il pensiero può creare una sensazione momentanea di irrealtà.

Gli stessi effetti si sperimentano sotto l’influenza della marijuana, ma le persone non reagiscono con paura perchè sono consapevoli che è lo stupefacente che causa la sensazione.  È quando la sensazione arriva mentre sei sobrio e stai parlando con qualcuno al distributore dell’acqua a lavoro che la cosa ti  spaventa!

Ad oggi, si conosce poco della depersonalizzazione, ma una teoria afferma che si tratta di un meccanismo di protezione che il tuo cervello impiega per evitare che tu viva un trauma. Questa sensazione spesso è associata con l’esperienza di un trauma ad alta intensità. Al fine di proteggerti dall’impatto emotivo di quell’avvenimento, il tuo cervello infatti ti anestetizza utilizzando un anestetico psicologico, per così dire. Le persone che sperimentano gli attacchi di panico o alti livelli di ansia potrebbero innescare la depersonalizzazione come meccanismo di protezione in reazione al trauma dell’elevata ansia che vivono.

Una volta che la mente e il corpo ritornano a livelli normali di relax, il tuo corpo avrà finalmente l’opportunità di disperdere alcuni elementi chimici in eccesso, e la sensazione di essere disconnesso dal mondo cesserà.

È molto facile cominciare ad immaginare tutte le terribili malattie mentali che questa sensazione potrebbe implicare, ma non ti preoccupare. Non hai arrecato alcun danno permanente a te stesso, e presto tornerai la persona che eri prima che la depersonalizzazione si insinuasse nella tua vita.

Il modo più veloce per districarti da questo senso di disconnessione è accettare l’ansia anzichè resisterle. Imparare a convivere con l’ansia per concederle il tempo di passare. Non combatterla. Disperdi i pensieri “E se” che hai circa il fatto che la sensazione sia il segno di qualche problema mentale serio. Non lo è; è semplicemente il risultato di un alto livello di ansia.

Poi mettiti comodo con questa sensazione sgradevole permettendole di esistere. Se la sensazione ti genera un senso di minaccia, corri verso di essa e annulla la paura della DP dicendo a te stesso di essere in realtà esaltato a riguardo. Di a te stesso che di ansia ne vuoi ancora di più! Ovviamente questo non è vero, ma dirlo permette alla paura di scaricarsi più rapidamente.

Infine, concentra la tua completa attenzione su di una attività che impedisca alla tua mente ansiosa di fissarsi sulla sgradevole sensazione di DP.  Questa fase di concentrazione è importante poiché è la fissazione costante su quanto tutto sembri strano che mantiene presente la DP.

Impegnarti in attività come una camminata faticosa, o una corsa, un giro in bici, una nuotata ecc. è una delle opzioni migliori perché l’attività fisica ti distrae dall’introspezione e ti proietta in ciò che sta accadendo intorno a te. In più, l’esercizio rilascia endorfine, che ti aiutano a rilassarti.

Attività meno utili sono quelle passive come guardare la tv o passare troppo tempo online. Se vuoi aiutare la tua guarigione ad accelerare, dai uno sguardo al capitolo su “Accelerare la tua guarigione”.

Se la DP è particolarmente pesante alla mattina (come la maggior parte dei disturbi d’ansia), prova a cominciare la tua giornata con una doccia fredda. Alcuni minuti nell’acqua gelata rimuovono velocemente qualsiasi sensazione di stordimento (che contribuisce alla DP). Poi tuffati diretto nella tua giornata e tieniti impegnato, sempre senza spingerla via o turbandoti troppo a causa di essa.

Ogni volta che senti un’ondata di DP prova a ricordarti che questa è una fase che stai attraversando, quindi sii paziente e gentile con te stesso mentre la stai vivendo. Adotta un atteggiamento che rispecchi che tutto va bene. Perché è così. So esattamente quanto sia difficile non pensare alla DP perché ne ho esperienza in prima persona, ma queste sensazioni inusuali di depersonalizzazione passeranno sempre. Dai a loro il tempo di farlo. Una volta che avrai recuperato, troverai difficile ricordare cosa provavi in questo stadio.

Se vuoi un aiuto addizionale per velocizzare i tuoi progressi, puoi leggere Come velocizzare la guarigione dall’ansia e dagli attacchi di panico.

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14 risposte

  1. Daniela ha detto:

    Buongiorno dottoressa vorreii chiederle se gli sbalzi ormonali della premenopausa possono influire, e tenere attivo il disturbo ansioso. Ho fatto personalmente una terapia breve e il traning autogeno trovandone beneficio, ma in certi periodi mi sento piu’ nervosa e certe senzazioni riappaiono. Ho 49 anni .Grazie mille per i suoi articoli

    • ernesta-zanotti ha detto:

      buongiorno
      si possono influire!
      a lei il compito di distinguere quando nella mente le passano pensieri disturbanti o quando vive situazioni difficili e quando invece è piu una questione fisica..si ricordi però che lo stress influisce sugli ormoni, sulla stanchezza, sulla tensione quindi abbassa la soglia di tolleranza aumentando il rischio di ansia

  2. Diletta ha detto:

    Dottoressa, non ho mai letto un articolo che spieghi così bene come ci si sente in questi momenti… solo chi ha provato può capire.. Lei è una persona eccezionale. Grazie

  3. Fabrizio ha detto:

    La ringrazio per aver parlato in questo articolo in maniera più approfondita della Depersonalizzazione e Derealizzazione; da 2 anni grazie al cielo sto meglio con l’ansia (grazie alla terapia cognitivo comportamentale e ad una leggerissima dose di antidepressivo) ma ricordo tra tutti questo sintomo come quello più inquietante e difficile da descrivere anche alla mia terapeuta… in effetti credevo di aver subito un trauma permanente al cervello come lei descrive…; l’ho sperimentato 2 o 3 volte e mi sentivo estraneo e privo di vita.. testa ovattata e incapace di stimoli, estraniato dal mondo e… pensavo che fossi solo io al mondo a provare un inferno del genere perché la nostra ansia o depressione è sempre la più terribile rispetto a quella degli altri. mi auguro solo che quando completerò la terapia e quando rimuoverò anche il farmaco non torni tutto com’era…In ogni caso grazie per le sue parole.. se fossi stato a Brescia sarebbe stata senz’altro lei la mia dottoressa!!

  4. Diletta ha detto:

    Sembra proprio che l’accettazione dello stato di depersonalizzazione la faccia scemare nel mio caso… Anche se la vivo ancora con forte paura, ma sto lavorando con la psicoterapeuta per modificare il mio modo di reagire. A volte è così difficile…

    • Diletta ha detto:

      Grazie dottoressa, sicuramente l’accettazione mi sta aiutando a capire che non bisogna controllare la paura, ma accoglierla, non è semplice ma bisogna perseverare, non arrendersi. Rimanere nella paura e continuare a fare quello che si stava facendo, come lei spiega..

  5. Diletta ha detto:

    Ci sono momenti di forte ansia in cui penso che non c è più nulla da fare, che rimarrò così per sempre…questo pensiero mi blocca e terrorizza.. Ci sto lavorando con la psicoterapeuta ma sto molto male… Come posso affrontare questa cosa, questa depersonalizzazione?

    • ernesta-zanotti ha detto:

      gentile diletta putroppo non esistono indicazioni che possono essere date per iscritto e che valgano per tutti..ogni caso è un po a se. posso però ricordarle che la depersonalizzaizone è un sintomo dell ansia , una fuga che la sua mente mette in atto er fuggire ad una minaccia..deve lavorare su questo e avere amore, pazienza e cura verso di se. quando sta male si concentri e respiri, ascolti il suo respiro e faccia cose pratiche e manuali, una corsa, cucinare etcc..

  6. Serena ha detto:

    Dottoressa lei è davvero molto molto brava. Leggo i suoi articoli e li trovo non solo interessanti, ma molto belli, veritieri! Si vede che certi sintomi li ha provati sulla sua pelle, perchè li descrive davvero molto bene. Sono in questa pagina perche la DR per me rimane un sintomo terrificante. Mi blocca e mi manda in una paranoia senza eguali. Nonostante io abbia quasi 40 anni, e conosco purtroppo questo sintomo da almeno 25 anni (soffro di ansia generalizzata e ipocondria che sto curando con una tcc) anche se per fortuna è un sintomo raro per me. Volevo chiederle una cosa. È vero che esistono varie forme di DR? Per esempio, io ho avuto sia piccole crisi di circa 30 secondi, in cui davvero ci si spaventa tantissimo perchè vengono un pò all’improvviso e non sai se stai svenendo, impazzendo, un calo di zuccheri o se stai morendo. Ci si sente distaccati completamente dalla realtà e anche i colori sembrano piu “forti” – e io vado nel panico direttamente-. Poi esiste o almeno provo come una forma piu lieve, meno forte, in cui ci si sente si distaccati ma piu addormentati, rallentati, come dei robot e questa forma dura ore o giorni. Ecco inutile dirle che le rassicurazioni del mio teraputa a volte non bastano perche davvero, per me rimane un sintomo che porta direttamente alla follia! è troppo pauroso! Ci penso spesso. E piu ci penso, piu mi viene, anche fortissimo se mi “faccio prendere”
    Che ne pensa?
    Grazie e cordiali saluti

  7. Niccolò ha detto:

    Buongiorno,
    questo articolo è scritto molto bene e centra appieno questa problematica.
    a volte soffro di derealizzazione a causa di un alto livello di ansia che sto curando da tempo. A volte mi è veramente difficile non spaventarmi, ed insieme a questa sensazione particolare ho anche pensieri ossessivi del tipo “se questa vita fosse irreale?”… proprio come scrive Lei i pensieri “e se”. Questo articolo mi solleva molto e aiuta tantissimo.
    Come dice Lei la cosa migliore è accettare senza spaventarsi.

    Cordiali Saluti

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